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Il vaso dei sentimenti

Negli ultimi anni ho imparato a tenere chiusa dentro un vaso quella parte di me che è forse la peggiore, e allo stesso tempo la migliore. È la parte che racchiude le emozioni, i sentimenti, le ispirazioni e le paure, la voglia di vivere e la voglia di morire. Sono cose bellissime e cose terribili, che hanno bisogno di convivere una accanto all’altra per esistere. Non potevo eliminare i miei lati peggiori senza rinunciare anche a quelli migliori. Così ho riposto tutto assieme in una sorta di vaso di pandora che pulsa dentro il mio petto, a cinque centimetri dal cuore.
Molte volte negli ultimi anni quel vaso ha rischiato di rompersi, perché ero molto felice, o perché ero molto triste. Nella paura che questo potesse succedere davvero ho quindi iniziato a vivere nello sforzo di non sentire. Non volevo essere felice e non volevo essere triste, volevo la calma piatta. Le uniche onde che mi permettevo erano lo stress per l’Università e il divertimento dato a volte dall’alcool e a volte dal sesso.
Ora l’Università è finita, l’alcool e il sesso forse mi sembrano meno divertenti di un tempo, e nello stesso momento sei arrivato tu che con una grande faccia tosta mi chiedi di riaprire quel vaso. Anni passati a rinforzarlo e proteggerlo, ed ora in un momento di dubbi mi fai questa richiesta nello stesso modo in cui un bambino chiede un cono gelato a sua madre.
Cosa c’è di male in un cono gelato? E nei sentimenti?
Dici che sono quella cosa per cui vale la pena svegliarsi la mattina, ma sono anche quella cosa che non ti fa dormire la notte.

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Bruxelles, che domani non vedrò 

Ho 22 anni e oggi per la prima volta ho pensato alla morte. Domani sarei dovuta partire per Bruxelles. Se non sono partita oggi è solo perché questa era la data di scadenza per la consegna della mia tesi, e io da perfetta sfigata ho impiegato fino all’ultimo giorno per finirla. Certe cose non le capisci finché non te le sbattono in faccia, come il fatto che possono bastare anche solo 24 ore per cambiarti la vita, anzi, probabilmente anche 5 minuti.

Ed è banale ma inevitabile che un pensiero del genere finisca per mettere in prospettiva tutta la tua vita, facendoti capire cosa sia importante e cosa no. 

Quindi, per quel che mi riguarda, non è importante il voto con cui uscirò alla laurea, non è importante il numero che segna la bilancia, la lunghezza dei miei capelli, il numero di followers su instagram, il mio iPhone, lo stipendio che prenderò e nemmeno quel nuovo paio di Nike. 

Sono importanti la mia famiglia, i miei amici, i ragazzi a cui ho voluto bene e pure quelli a cui non ne ho voluto, le persone che mi fanno ridere, i film che mi fanno piangere, i progetti, i sogni, le delusioni.

Vorrei solo potermelo ricordare ogni singolo giorno della mia vita.

Concesso fallire

Avevo fatto questa specie di malata scommessa con me stessa, di riuscire a finire l’università senza mai essere bocciata ad un esame, ed ora che forse per la prima volta ho DAVVERO paura di non passarne uno, mi rendo conto che la cosa che mi spaventa di più non è l’esame in se, ma il fatto di deludere me stessa, di PERDERE contro me stessa.E qui ho capito quanto stavo sbagliando, a mettermi in gioco senza però lasciarmi nessuna possibilità di fallire. Non sono mai stata perfetta, non ho mai pensato di esserlo, allora perché mi richiedo un outcome senza errori? 

Per chi? Per cosa? Per dimostrare di essere quello che non sono? Tutta questa ansia per dimostrare di essere infallibile non fa altro che rendermi più debole, negli esami e nella vita.
Quindi ora voglio dire a me stessa: 

Hai il permesso di fallire, hai il permesso di sbagliare, hai il permesso di fare errori. E il mondo non cadrà.

Attacco di panico in 3, 2, 1

Passo un sacco di tempo a chiedermi che diavolo di problemi ho. 
Perché sono così insicura?
Perché sono sempre in ansia?
Perché ho paura di tutto?
Perché sono depressa?
Perché tutte queste cose mi impediscono di avere dei rapporti normali con le persone?
Quando inizi a cadere giù, sempre più giù, e tutto quello che riesci a vedere è la successione infinita di sbagli. 
E perché devo sentirmi così per una cosa che DOVREBBE esse bella. Dovrebbe essere bella e io sbaglio tutto, tutto, tutto.
Perché sono nervosa, perché sono insicura, perché ho paura, perché mi sto facendo salire un altro attacco di panico. 
Mi.Sento.Senza.Speranze.
Posso comprare una nuova personalità per favore?