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Oreo alla menta & Irish Latte

I trasferimenti portano sempre a grandi riflessioni. Che si tratti di cambiare stato, come ho fatto 10 mesi fa, o di spostarsi di tre chilometri, come ho fatto ieri, il ri-analizzare tutta la propria vita diventa quasi una necessità.

Tre chilometri sono pochi, ma sufficienti per passare dalla zona 1 alla zona 2 di Londra, dalle strada trafficate e le ondate di turisti, a quartieri residenziali di tipici mattoni rossi. Già mi manca la frenesia della City, gli uomini d’ufficio eleganti che corrono per le strade, i pub super affollati già dalle 5pm quando chiudono gli uffici, i palazzi vecchi e nuovi che si alternano e si completano. Ma una tranquilla casa con giardino è forse quello che mi ci vuole ora. Tranquillità e tempo per concludere questa fase della mia vita e pensare al dopo.

Il terrificante dopo.

Restare qui, o non restare qui? E se non qui, dove?

Per smaltire un pò di questa ansia da futuro me ne sono andata a fare la spesa, ma anche qui il contrasto coi il mio appartamento di tre chilometri fa si fa sentire. Nel centro di Londra i supermercati sono ovunque. Esci di casa, cammini verso qualsiasi direzione e in cinque minuti sai che ne troverai uno. Ma sono piccoli. Qui ho dovuto cercarne uno su Maps, ma quando ci sono arrivata mi sono trovato in un vero ipermercato da periferia, con scaffali infiniti e troppa, troppa scelta. E fu così che mi ritrovai a comprare Oreo al gusto menta e Nescafé Irish Latte. Che sto provando ora mentre scrivo al computer.

Non male, il gusto della zona 2.

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Long time, no see

Sono nel periodo più impegnato dei miei 21 anni di vita.
Ho iniziato il tirocinio, sto preparando un esame, cerco di mantenere attiva la mia vita sociale, e non ho davvero nemmeno il tempo di pensare. Forse è proprio per questo che sono così serena. O meglio, sono stressata dal lavoro e dallo studio, ma perlomeno sono felice. La mia mente è finalmente libera al cento per cento da inutili paranoie amorose, e dopo gli ultimi 5 turbolenti mesi di problemi di cuore mi sento finalmente libera. Il capitolo non è solo chiuso, è dimenticato.
Perché sono tornata me stessa, o ritrovato le mie vere priorità, e ho ricominciato a mettere le mie ambizioni prima di ogni altra cosa. Solo così riesco davvero a sentirmi soddisfatta della mia vita. Questo significa che tra 10 anni sarò una zitella drogata di lavoro? Forse. Non lo so, forse questa smania di fare carriera mi passerà, o forse no, ma al momento i miei obbiettivi sono la cosa che mi fanno andare avanti felicemente, e al momento mi sta bene così.
E sapete una cosa? Sono brava, sono davvero brava. E non l’ho mai saputo perché negli ultimi anni non ho fatto altro che studiare, ma ora che per la prima volta mi sto mettendo in gioco in qualcosa di più concreto, capisco davvero che se mi impegno potrò arrivare lontano.
E non me la sto tirando, per l’amor del cielo. Odio le persone piene di se, ma per una volta nella vita voglio godermi questo senso di autostima che mi sa facendo sentire così BENE.

Vent’anni, addio.

Ci siamo quasi gente, ancora poche ore e non sarò più una ventenne tonda tonda. Anche se penso che continuerò a dire di avere vent’anni ancora per molto tempo (“Quanti anni hai?” “Ventuno” non suona bene come “Venti”).
Ebbene è arrivato il momento di tirare le somme.

Quello dei venti è stato decisamente l’anno in cui, forse per la prima volta nella mia vita, ho messo le amicizie prima di qualsiasi altra cosa. Infatti posso calcolare:
Nuove amicizie: almeno 4 serie, più innumerevole conoscenze qua è la.
Nuovi amori: diciamo 0. Una frequentazione disastrosa e qualche cotta.
È stato anche l’anno in cui ho davvero tirato fuori il meglio di me all’università.
Trenta e lode: 2, di cui uno per una tesina particolarmente appassionata.
Sotto il 25: 0. Ma non sono così stupida da pensare che le votazioni siano tutto, se sono felice per i miei risultati è perché so di aver imparato qualcosa di nuovo.
E cosa è un anno senza qualche cambiamento estetico? Eccoci al mio punto debole.
Colori di capelli: 3, sono passata dal biondo, al rosa, al castano. E dopo sei mesi da ragazza mora stranamente non sento il bisogno di tornare bionda per l’estate, strano.
Vestiti&co: INNUMEREVOLI. Questo è stato l’anno del total black, degli stivali cutout che non riesco a smettere di indossare, dei jeans a vita alta e i croptop in ogni stagione.
E oltre l’aspetto, contano forse di più i cambiamenti avvenuti in quella mia testolina.
Questo è stato l’anno in cui ho trovato la mia indipendenza, in tutto e per tutto. Vivendo da sola ho imparato ad essere indipendente dalla mia famiglia, conservando il mio stato su Facebook da single ho imparato ad essere indipendente dagli uomini. Non dico che non voglio più queste cose, semplicemente so che posso vivere felicemente anche cavandomela on my own.

Nonostante tutti i momenti negativi, i pianti, le delusioni, le litigate, i dubbi, lo stress, i brevi periodi depressi, devo dire che forse questo sia stato (pizzicatemi se esagero) l’anno migliore della mia vita. Quindi mando un ringraziamento virtuale (che non sarà mai ricevuto) a tutte le persone che hanno contribuito a renderlo tale.
Ma soprattutto, un grande ringraziamento a me stessa con cui ho (finalmente) imparato a convivere e che ho (finalmente) imparato ad amare.