Trentaquattro anni sapore di latte

Stamattina ho scopato con un uomo di trentaquattro anni, poi mentre eravamo nudi a letto l’ha chiamato sua madre. Gli ha chiesto se veniva a pranzo, che c’erano i nipotini che lo aspettavano. Questo mentre io mi soffocavo sotto le coperte perché non mi sentisse ridere. Poi abbiamo fatto colazione con caffè (per lui) e latte e nesquick (per me).

Le mie amiche mi chiedono perché mi piacciono solo gli uomini con almeno dieci anni più di me. Beh, con i ventenni scene del genere non ti succedono, o se succedono non fanno così ridere.

All’inizio pensavo che fosse ormai troppo insopportabile per me dare corda alla stupidità dei miei coetanei, che oltre a sbronzarsi il mercoledì, venerdì e qualche volta anche il sabato, non hanno molto da dimostrare. Poi però ho capito che anche a trent’anni le persone sono così, solo che per ubriacarsi possono permettersi un Black Russian al posto dei tagli di bianco scadente riservati a noi universitari.

O forse è colpa mia, che se un uomo dopo i trenta ci prova con una di ventidue che ne dimostra almeno quattro in meno qualche domanda me la dovrei fare. Forse questi esseri sono solo in cerca di pelle morbida e sapore di latte, e una scusa per fare finta di sentirsi ancora giovani.

Quindi ladies and gentleman sono fottuta, perché se io sono attratta da chi ha l’aria vissuta e ha tanto da raccontare, quello che attraggo sono solo una schiera di uomini che il mio nome è Pan, Peter Pan, e non voglio crescere.

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